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Aeolo torna sui media Sloveni
Cari Lettori e Lettrici,
la rivista letteraria e culturale Aeolo torna sui media sloveni, sia cartacei che on-line. Di seguito l'indirizzo di Slomedia, un importante portale sloveno che parla di noi:
http://www.slomedia.it/?mod=aktualno&action=viewOne&ID=6852
Cordiali Saluti
Enrico Santus
Antonio Pascale a Pisa

Aeolo V. Ci siamo!
Carissimo Lettore, carissima Lettrice,
l’avventura di Aeolo continua e si arricchisce con l’ultimo nato.
Un nuovo numero denso di vita vissuta e letteratura, tutto dedicato alla forma e alla sua disgregazione. Sei mesi carichi di realtà ed eventi che si intrecciano sulle pagine della rivista seguendo la scia del festival pisano artistico, ma anche letterario e musicale che ha riscosso un notevole successo e coinvolto centinaia di persone. “Crash! La disgregazione della forma” è l’evento che racconta questo numero e assieme il filo conduttore che anche stavolta consente di restare attaccati a questa società.
Nell’editoriale un inno a Roberto Saviano e ai suoi discorsi sulla criminalità internazionale alla Normale di Pisa, nonché a chi come lui si trova ogni giorno a combattere su due fronti: da una parte la mafia e dall'altra coloro che fingono non esista (e mirano, più o meno volontariamente, a distruggere la credibilità di chi combatte, rendendolo ancora più debole innanzi al sistema criminale). E poi via via i versi di Gregorio Scalise, gli argomenti tra giustizia, politica e informazione di Marco Lombardi e l’omaggio ad Alojz Rebula. E ancora recensioni sugli esordienti di oggi e interviste, da non perdere quella ad Alessandro D’Alatri, regista di “Sul Mare”.
L'abbonamento annuale prevede un costo minimo di 8 €. Per chi desiderasse leggerci e sostenerci, può seguire le istruzioni sul link, dove troverà una finestra di pagamento paypal (il sistema più sicuro di acquisto/vendita online): http://www.aeolo.it/ABBONAMENTO.html
E per restare ancorato alla realtà Aeolo il 26 e il 27 giugno parteciperà a Genova allo “Sbarco della Nave dei Diritti”. All’evento hanno già aderito Erri De Luca, Dario Fo, Sabina Guzzanti per una due giorni all’insegna della solidarietà. Aeolo continua a soffiare, sicuri che la sua forza arrivi fino a te.
Fabiana Pellegrino,
redattrice di Aeolo
l’avventura di Aeolo continua e si arricchisce con l’ultimo nato.
Un nuovo numero denso di vita vissuta e letteratura, tutto dedicato alla forma e alla sua disgregazione. Sei mesi carichi di realtà ed eventi che si intrecciano sulle pagine della rivista seguendo la scia del festival pisano artistico, ma anche letterario e musicale che ha riscosso un notevole successo e coinvolto centinaia di persone. “Crash! La disgregazione della forma” è l’evento che racconta questo numero e assieme il filo conduttore che anche stavolta consente di restare attaccati a questa società.
Nell’editoriale un inno a Roberto Saviano e ai suoi discorsi sulla criminalità internazionale alla Normale di Pisa, nonché a chi come lui si trova ogni giorno a combattere su due fronti: da una parte la mafia e dall'altra coloro che fingono non esista (e mirano, più o meno volontariamente, a distruggere la credibilità di chi combatte, rendendolo ancora più debole innanzi al sistema criminale). E poi via via i versi di Gregorio Scalise, gli argomenti tra giustizia, politica e informazione di Marco Lombardi e l’omaggio ad Alojz Rebula. E ancora recensioni sugli esordienti di oggi e interviste, da non perdere quella ad Alessandro D’Alatri, regista di “Sul Mare”.
L'abbonamento annuale prevede un costo minimo di 8 €. Per chi desiderasse leggerci e sostenerci, può seguire le istruzioni sul link, dove troverà una finestra di pagamento paypal (il sistema più sicuro di acquisto/vendita online): http://www.aeolo.it/ABBONAMENTO.html
E per restare ancorato alla realtà Aeolo il 26 e il 27 giugno parteciperà a Genova allo “Sbarco della Nave dei Diritti”. All’evento hanno già aderito Erri De Luca, Dario Fo, Sabina Guzzanti per una due giorni all’insegna della solidarietà. Aeolo continua a soffiare, sicuri che la sua forza arrivi fino a te.
Fabiana Pellegrino,
redattrice di Aeolo
Aeolo V

Edoardo Sanguineti - Se ti rivivi, cosa ti correggi?
Genova, 18 Maggio 2010: muore Edoardo Sanguineti, politico prestato alla poesia – come si definiva lui stesso. Professore, politico e poeta; la sua vita artistica e professionale, dagli anni '50 (quelli del suo esordio con Laborintus), è dedita allo sperimentalismo, alla disgregazione della forma, del verso, della lingua (non solo poetica). Fa parte del gruppo 63, la neoavanguardia poetica degli anni '60. Poeta Novissimus, dove l'aggettivo richiama il termine militare latino: in Cesare infatti i novissimi erano la retroguardia dell'esercito e, così, gli ultimi (arrivati sulla scena della poesia negli anni '60) superano i contemporanei e le avanguardie formando una neoavanguardia. Sanguineti non scrive solo poesia ma anche romanzi (Capriccio Italiano, Il giuoco dell'Oca) e collabora con il teatro, sonda anche il terreno, con successo, della poesia in musica (scrive per la musica di Luciano Berio Laborintus II). La sua ricerca attraversa trasversalmente moltissimi campi del sapere umano (psicanalisi, arti figurative) Professore, si laurea nel 1956 all'università di Torino con una tesi di tema dantesco (Interpretazione di Malebolge) che poi lo avvierà alla libera docenza. Politico, fa parte del PCI come indipendente ed è deputato alla Camera durante l'VIII legislatura – sono un chierico rosso, e me ne vanto scrive in un componimento parodistico di Falsetto per gli ottant'anni di Montale. Uomo del gioco, a Sanguineti piaceva giocare perché nel gioco si trova il senso della “serietà della vita”.
Lido di Camaiore, 13 Febbraio 2010: Edoardo Sanguineti racconta se stesso. Una delle sue ultime uscite quella a cui ho partecipato. Esce dagli schemi, il poetlitico, e non tiene una conferenza (“Poesia e Musica” era il titolo dell'intervento) bensì una chiaccherata. Ci parla della sua vita, certamente delle sue opere, delle persone che ha incontrato e con cui ha collaborato (fra tutti Baj, Berio e Ingrao). Racconta dell'OpLePo, l'opificio di letteratura potenziale (derivato dal francese OuLiPo), un'unione altamente sperimentale di studiosi di varie discipline il cui intento era di percorrere strade nuove della lingua nella poesia italiana; della patafisica, la scienza delle soluzioni immaginarie. Alla domanda, classica peraltro, su quale delle sue opere salverebbe se gli fosse dato di salvarne solo una, o per la quale vorrebbe essere ricordato ci dà una risposta che lascia sorpresi: non si tratta di poesia bensì di una lectio che tenne per il novantunesimo compleanno di Pietro Ingrao nel 2006 dal titolo Come si diventa materialisti storici?. Lui, che si definisce aspirante materialista storico ci regala una visione disincantata e capillare del mondo e della Storia. Il materialismo storico – scrive – in tanto per me è importante, in quanto costituisce l'abolizione di qualunque tipo di fideismo, di riposo in una verità posseduta ed esiste proprio e soltanto nell'ordine della critica, della contestazione e dell'analisi – per quel che umanamente è possibile – corretta delle cose. Nella dedica, strappata "quasi turisticamente” definisce questo granello della sua produzione come specie di racconto delle mie esperienze. E questo a riprova dell'essere prima politico ma insieme poeta... ma anche aspirante ballerino, il suo vero sogno sin dall'infanzia era infatti di danzare cosa che purtroppo non poté realizzare appieno a causa di una malattia che gli era stata erroneamente diagnosticata.
Se ti rivivi, cosa ti correggi?
ebbene niente:
Incidetele a lettere di scatola, miei lettori testamentari […] queste parole mie, sopra
[la tomba
mia, con la saliva, intingendovi un dito nella bocca: […]
me la sono goduta, io, la mia
[vita:
[cit. da E. Sanguineti, Mikrokosmos]
Matteo Tarsi
Lido di Camaiore, 13 Febbraio 2010: Edoardo Sanguineti racconta se stesso. Una delle sue ultime uscite quella a cui ho partecipato. Esce dagli schemi, il poetlitico, e non tiene una conferenza (“Poesia e Musica” era il titolo dell'intervento) bensì una chiaccherata. Ci parla della sua vita, certamente delle sue opere, delle persone che ha incontrato e con cui ha collaborato (fra tutti Baj, Berio e Ingrao). Racconta dell'OpLePo, l'opificio di letteratura potenziale (derivato dal francese OuLiPo), un'unione altamente sperimentale di studiosi di varie discipline il cui intento era di percorrere strade nuove della lingua nella poesia italiana; della patafisica, la scienza delle soluzioni immaginarie. Alla domanda, classica peraltro, su quale delle sue opere salverebbe se gli fosse dato di salvarne solo una, o per la quale vorrebbe essere ricordato ci dà una risposta che lascia sorpresi: non si tratta di poesia bensì di una lectio che tenne per il novantunesimo compleanno di Pietro Ingrao nel 2006 dal titolo Come si diventa materialisti storici?. Lui, che si definisce aspirante materialista storico ci regala una visione disincantata e capillare del mondo e della Storia. Il materialismo storico – scrive – in tanto per me è importante, in quanto costituisce l'abolizione di qualunque tipo di fideismo, di riposo in una verità posseduta ed esiste proprio e soltanto nell'ordine della critica, della contestazione e dell'analisi – per quel che umanamente è possibile – corretta delle cose. Nella dedica, strappata "quasi turisticamente” definisce questo granello della sua produzione come specie di racconto delle mie esperienze. E questo a riprova dell'essere prima politico ma insieme poeta... ma anche aspirante ballerino, il suo vero sogno sin dall'infanzia era infatti di danzare cosa che purtroppo non poté realizzare appieno a causa di una malattia che gli era stata erroneamente diagnosticata.
Se ti rivivi, cosa ti correggi?
ebbene niente:
Incidetele a lettere di scatola, miei lettori testamentari […] queste parole mie, sopra
[la tomba
mia, con la saliva, intingendovi un dito nella bocca: […]
me la sono goduta, io, la mia
[vita:
[cit. da E. Sanguineti, Mikrokosmos]
Matteo Tarsi
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