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Lettera aperta in difesa di Berlusconi
Lettera aperta in difesa di Berlusconi
- uomo che si è fatto da solo ed ha servito gli Italiani -
Come si fa a odiare Silvio Berlusconi al punto da scagliargli una statuetta del Duomo di Milano? E come si fa a odiarlo dopo aver visto le fotografie del suo viso insanguinato, il suo sguardo sofferente? Ora è il momento di abbassare i toni ed essere solidali con il Premier, costretto all’inattività forzata da questo grave evento, tra i più tristi della Nostra storia repubblicana.
Il dibattito politico è ormai degenerato e molti commentatori sono concordi nel ritenere possibile una grave escalation di violenza. Dobbiamo assolutamente far rientrare lo scontro nei confini della dialettica politica, unico motore delle idee e del vivere civico. Dobbiamo essere cittadini all’altezza delle nostre istituzioni.
Che gli Italiani esprimano la loro opinione è sacrosanto, ma che aspettino le urne e non si sfoghino su Facebook! O, peggio ancora, per le strade e per le piazze. Quello di cui l’Italia ha bisogno non è questo carico di rabbia sterile ma un dibattito costruttivo, che riunisca l’ottimismo e la volontà del fare.
L’immagine del viso tumefatto di Silvio Berlusconi ha girato il mondo in pochi minuti. Anche qui a Parigi, dove mi sono trasferito dopo gli studi, è arrivata quasi in tempo reale. Quella maschera di sangue ci ha inquietati tutti. Chi ha lanciato quella statuetta ha voluto colpire il Cavaliere o il Presidente del Consiglio? Non è una domanda da poco. Perché il Presidente del Consiglio si può anche non amarlo: in un momento di crisi internazionale come questo bisogna sapere prendere anche decisioni impopolari ma necessarie. L’Italia sta uscendo dalla crisi meglio di altri Stati e questa è la miglior risposta allo scetticismo. Le polemiche strumentali di uomini senza credibilità non possono cancellare la miglior risposta data dal governo: fatti e non parole. L’essenza della democrazia sta nel saper dialogare soprattutto con chi la pensa diversamente, ed è sotto gli occhi di tutti che la critica costruttiva è sempre stata la benaccetta nella galassia del Popolo delle Libertà. Ciononostante, ripeto, il Presidente si può anche non amare: un ruolo così difficile non si valuta in termini di amore-odio ma di proposte concrete e fatti.
Altro discorso per il Cavaliere: un uomo che si è fatto da solo, che è entrato in politica all’età in cui gli altri vanno in pensione e che ha sempre energie da vendere. Solo ieri, poco prima dell’aggressione, Berlusconi stava a suo agio in un’elegante giacca di cotone mentre, al suo fianco, Formigoni era visibilmente infreddolito sebbene infagottato in un pesante cappotto. Trasferito in corsia, stava addirittura in maniche di camicia. Berlusconi, che ha sempre la battuta pronta, mai inopportuno e sempre magnanimo. L’ospite generoso e l’invitato ideale. L’imprenditore di successo che ha messo la sua esperienza e il suo business al servizio degli Italiani. E adesso anche vittima e martire di un clima esasperato che non fa bene a nessuno. Qualcuno l’ha saputo dire con parole migliori di quanto non si sia riuscito a fare qui: meno male che Silvio c’è.
Questo, per concludere, è un appello a tutti gli Italiani: è tempo di lasciare gli odi partigiani e ritrovare il buon umore delle idee e la serenità dell’intraprendenza. Non si è mai visto un pessimista combinare qualcosa di buono. Così, Berlusconi è ottimista sulla sua ripresa, e noi con lui: venticinque giorni di prognosi, ma certamente lo rivedremo in azione anche prima. E allora, ripetiamolo: meno male che Silvio c’è. Gli italiani veri sono sempre con te!
Luca Caproni
56+1 Testate per salvare l'Ambiente
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Aeolo IV, Little Italy: pronti alle stampe!
Caro Lettore,
sono felice di informarti che, dopo un lungo e accurato lavoro, Aeolo IV è pronto per la stampa.
Il tema di questo numero, Little Italy, ci ha portato ad affrontare problematiche più che mai attuali. Ma non solo: in Aeolo IV è possibile dare uno sguardo al nostro Paese con gli occhi dei viaggiatori ottocenteschi.
L'attenzione di alcuni articoli sugli stereotipi ha rivelato che nel corso dei secoli i simboli non sono cambiati, ma sono variate le loro connotazioni: se per Goethe "l’Italia è anche il paese dove fioriscono i limoni", "il grigio positivismo è in agguato:" "in seguito alle scoperte dell’importanza dell’igiene, nasce il grande sogno di disinfestazione universale che porterà un duro colpo all’immagine paradisiaca dell’Italia: dei limoni si noteranno ormai solo le bucce per terra" (da Tutti i paesi si prestano allo stereotipo di Anna Marie Jaton).
I pezzi rilevanti per i temi che affrontano e per la loro qualità sono diversi: dalle poesie dello scrittore sloveno Cucnik [coi segni diacritici sulle C, ndr] alle interviste ad Antonio Pascale (scrittore) e Alvaro Cencini (docente di Economia); dall'approfondimento sulla Beat generation alla descrizione dell'attuale situazione del cinema e dell'editoria italiani.
Ospite di questo numero sarà un articolo su Iglesias, città della Sardegna sud-occidentale, nota per la sua storia e le sue ricchezze culturali e paesaggistiche.
Un numero strettamente tematico, insomma. Con una nuovissima grafica: grazie alla collaborazione di Giacomo Guccinelli, animatore e grafico, abbiamo dato a Aeolo uno stile moderno e classico allo stesso tempo, rifacendoci all'opera del pittore olandese Mondrian.

Aeolo IV soffia un tema di piena attualità, proprio in un momento in cui l'Italia vive una crisi interna ed estera. Che si metta da parte la nostalgia e si affronti laicamente un'idea d'Italia orientata al futuro.
Il vento soffi forte,
Cordiali Saluti
Enrico Santus
Per maggiori informazioni, potete visitare il sito http://www.aeolo.it
Per abbonarti al prezzo di 6 € più spese di spedizione clicca su: http://www.aeolo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=90&Itemid=78
Se vuoi lasciare una donazione: http://www.aeolo.it/DONAZIONE.html


Via il crocifisso, ma non oggi
Caro Lettore,
finalmente rieccoci a lavoro dopo una settimana di pausa: abbiamo selezionato i testi e stiamo procedendo alla realizzazione della bozza che andrà in stampa nelle prossime settimane.
Aeolo IV, Little Italy, approderà nelle librerie entro dicembre e agiterà le pagine della cultura contemporanea con le sue note provocazioni e riflessioni.
Una nuovissima veste grafica stupirà gli occhi di tutti voi, insieme ad alcune importantissime collaborazioni... Per il momento, però, non anticipo niente.
Maggiori informazioni:
- http://www.aeolo.it
- Gruppo "AEOLO" su Facebook
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VIA IL CROCIFISSO, MA NON OGGI!
Dopo la sentenza della Corte Europea per i diritti dell'Uomo, il crocifisso dovrà essere eliminato da tutte le scuole italiane se non si vorrà incorrere in nuove violazioni.
Il ricorso presentato dal Governo alla sentenza (che tra l'altro stabilisce un risarcimento di 5.000 € per danni morali alla donna che aveva esposto denuncia) verrà valutato entro i prossimi tre mesi: se venisse respinto, la sentenza diverebbe definitiva e il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa si troverebbe a dover decidere quali azioni il Governo italiano debba seguire per "rimettersi in regola".
E scrivo "rimettersi in regola" con un sorriso sarcastico. L'Italia dovrebbe essere un Paese Laico e pertanto sarebbe giusto eliminare il crocifisso dalle scuole, in quanto le istituzioni dovrebbero rimanere indipendenti dai simboli religiosi. Ma questa eliminazione deve nascere da una presa di coscienza interna al Paese e non dettata dall'esterno.
E' proprio in questo che la sentenza di Strasburgo si rivela miope e fin troppo lontana dalla realtà che cerca di regolare.
Tutti conosciamo l'importanza dei simboli nelle società: ordinare dall'esterno la cancellazione di un simbolo equivale a ferire nell'orgoglio anche l'ultimo di coloro che si sentono appartenere a quella società.
E sia chiaro, parlo da ateo: in Italia deve certamente nascere un valido dibattito su questo fondamentale tema, che sempre più spesso si presenta come un problema. E' necessario che si investano le risorse intellettive per meglio comprendere cosa sia la "laicità dello Stato" e cosa la "religione", nonché delineare i confini di queste due entità. Il tutto, ben prima di occuparsi di altri argomenti molto più frivoli.
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ESPULSIONE DOPO SETTE ANNI D'INTEGRAZIONE
Desidero sottoporre alla vostra attenzione un fatto che ha attratto il mio interesse in questi ultimi giorni. Si tratta della storia di Talla Ndao, un ragazzo senegalese che da oltre sette anni viveva regolarmente ad Iglesias e che negli ultimi giorni è stato portato nel CPT di Lamezia Terme per essere espulso dall'Italia.
Tutto ciò a seguito dell'applicazione delle leggi presenti nel "Pacchetto sicurezza", che hanno ripescato una condannda per vendita di cd contraffatti risalente a 7 anni fa, quando il ragazzo - ancora senza lavoro - aveva trovato temporaneamente in quest'attività il modo per mantenersi.
Una volta condannato aveva promesso che non avrebbe più commesso alcun reato. E così è stato: entrato a lavorare come collaboratore domestico, Talla ha iniziato a frequentare i ragazzi di Iglesias e continuato a coltivare la sua passione per il rap.
Non conosco Talla Ndao personalmente: mi è capitato di vederlo passeggiare per strada con amici (sempre italiani) o cantare sul palco col suo gruppo (composto da ragazzi iglesienti): i Twin Vega.
Fino ad ora la cittadina iglesiente non aveva mai visto nessun senegalese così bene integrato nel suo tessuto sociale, e sapere che Talla è stato costretto all'espulsione ha mobilitato l'intera cittadinanza, nonché politici di tutti gli schieramenti, associazioni ed artisti.
Si iniziano ad avere i primi sviluppi positivi della vicenda, ma la comunità iglesiente rimane viva e attenta, in attesa che Talla torni definitivamente in città.
Cari Saluti
Enrico Santus
Little Italy
LITTLE ITALY
Agli osservatori stranieri, capire l’Italia è sempre stato difficile. Tra XVIII e XIX, in pieno Grand tour, il Belpaese era il luogo della cultura e del suo apprendistato, ma anche di un’istintualità immediata, sconosciuta ai paesi dell’Europa del Nord.
Caro Lettore,
IL NUOVO NUMERO DI AEOLO E' PRONTO ALLA PUBBLICAZIONE... 
