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Se n'è andato Cossiga, la rabbia e il silenzio
Se n'è andato Cossiga. Se n'è andato silenziosamente, portandosi dietro tutti i <span>misteri</span> degli anni di piombo, di Gladio, delle stragi rosse e nere. Se n'è andato chiudendo la porta della Prima Repubblica e socchiudendo quella della Seconda.
Nato nel 1928 a Sassari, diplomato a 16 anni e laureato a 19, fu eletto deputato a soli trent'anni (1958), divenendo ben presto il più giovane sottosegretario alla difesa nel terzo governo Moro (1966). Fu poi il più giovane ministro degli Interni (1976), il più giovane presidente del Senato (1983) e - infine - il più giovane Presidente della Repubblica, ad appena 57 anni (1985).
Rinominato "Ko SS iga" dagli universitari di Bologna a causa del pugno di ferro con cui contrastò le manifestazioni del 1977, provocando persino la morte di due studenti, Cossiga sostenne sempre una politica di forza, poco disposta a trattare e al compromesso. Così fu pure per il sequestro Moro, nel 1978, nonostante le esplicite richieste di trattare del prigioniero.
I comitati di crisi fondati da Cossiga per far fronte al sequestro si rivelarono in seguito composti da molti iscritti alla loggia massonica P2 (tra gli altri vi era anche Licio Gelli)."Se ho i capelli bianchi e le macchie sulla pelle - rivela Cossiga in un'intervista a Paolo Guzzanti - è per questo. Perché mentre lasciavamo uccidere Moro, me ne rendevo conto". "I socialisti, anziché invitarmi a trattare, avrebbero dovuto informarmi sui contatti che avevano coi sequestratori!" afferma in un'altra recente intervista.
Ritrovato il cadavere di moro in via Caetani, Cossiga si dimise da ministro dell'Interno. Fu eletto presidente del Consiglio dei Ministri nel 1979. In meno di un anno verrà proposta dal PCI di Berlinguer la messa in stato d'accusa, in quanto rivelò segreti d'ufficio al suo compagno di partito Carlo Donat Cattin, consigliando di far espatriare il figlio su cui pendeva un ordine d'arresto per episodi di terrorismo. In un'intervista del 2007 al Corriere della Sera col processo ormai in prescrizione, Cossiga ammette tutto e afferma di aver informato suo cugino Berlinguer dell'accaduto senza aspettarsi che lui ne avrebbe fatto una causa politica.
Prima presidente del Senato, successe a Sandro Pertini alla presidenza della Repubblica Italiana nel 1985. Dopo la caduta del Muro di Berlino si valse dell'appellativo di "Picconatore" perché - attaccato da tutti i fronti - iniziò a contrattaccare il vecchio sistema DC-PCI in prospettiva di "riforme istituzionali e una grande voglia di cambiamento nel modo di governare lo Stato". Si dimise due mesi prima della scadenza del mandato a causa degli scandali che vedono al centro il Gladio.
Uomo poco propenso a pentirsi, a tornare sui suoi passi, Cossiga è sempre stato un politico discreto, ma comunque astuto e rabbioso. Non attaccava mai per primo, ma teneva sempre in serbo un'arma per chiudere vittorioso qualsiasi conflitto (un segreto, un'accusa, una strategia o qualsiasi altra arma capace di nascondere nella sua mente).
Alle minacce di Berlusconi di utilizzare la forza d'ordine contro gli studenti che manifestavano per la riforma Gelmini nel 2008, Cossiga sostenne che si trattava di una minaccia irrisolta, "una figuraccia" per Berlusconi insomma dal suo punto di vista. "Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero Ministro dell'interno: ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri".
Enrico Santus
FONTI: wikipedia, repubblica, corriere della sera, web
Rassegna stampa AEOLO V
Breve rassegna stampa internazionale riguardante la pubblicazione del volume di Aeolo V:
- Novi Glas, Quotidiano Sloveno, http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs292.snc3/28251_442714509202_71316779202_6012094_2034946_n.jpg
- Primorski Dnevnik, Quotidiano Sloveno, http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash1/hs322.ash1/28251_442714504202_71316779202_6012093_3318630_n.jpg
- L'Unione Sarda, Quotidiano Sardo, http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs368.snc3/23667_417537839202_71316779202_5367231_7644087_n.jpg
- Il Tuono, Rivista Triestina, http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs292.snc3/28251_442714519202_71316779202_6012096_463052_n.jpg
- IL PICCOLO, Quotidiano Triestino, http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash1/hs322.ash1/28251_442714514202_71316779202_6012095_396966_n.jpg
La zattera italiana - Lo sbarco della nave dei diritti
Discorso letto da Enrico Santus al termine del reading "Lavora e... prega!" organizzato dalla redazione di Aeolo (lettori: Teresa De Martin, Francesco Chiofalo, Salvatore Zappia - regia: Giorgia Santaera) e dai musicisti Giovanni Gambarotta, Francesca Maggiorelli e Davide Iacono in occasione dello "Sbarco della nave dei diritti", Genova 27 giugno 2010.
Maggiori informazioni sullo sbarco:
- http://www.corriere.it/cronache/10_giugno_26/nave-sbarco-genova_63096fb0-80fd-11df-9a47-00144f02aabe.shtml
- http://genova.repubblica.it/cronaca/2010/06/26/news/nave_diritti-5183554/
- http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/27/a-genova-lo-sbarco-della-nave-dei-diritti/
- Adn
- L’Espresso
- La Repubblica
- L’Unità
- El País
- La Vanguardia
- Público
- Carta
- Carta
- Come
- Directa
- Spaghetti Bcn
- Diagonal Periódico
- Europa Press
- Radio Popolare Milano
- Radio Alma
- C6 Tv
- Reset Radio
- Radio Popolare Verona
- Radio Onda d’Urto
- Rai Educational: Citizen Report
- European Alternatives (ENGLISH)
- Suite 101 (FRANÇAIS)
- El blog de Guillem Carbonell (CATALÀ)
- Triangle (CATALÀ)
- El vi a punt (CATALÀ)
- Il Manifesto (ITALIANO)
- Italian News Clicks (ITALIANO)
- Articolo 21 (ITALIANO)
- Molecole (ITALIANO)
- Rue89 (FRANÇAIS)
- Decrescita felice (ITALIANO)
- Italianisme (FRANÇAIS)
- Anordest (ITALIANO)
- Giornalettismo (ITALIANO)
- Peace Reporter (ITALIANO)
- Arcoiris Tv (ITALIANO)
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Buongiorno Genova,
buongiorno minoranza degli italiani,
desidero ringraziare gli organizzatori e tutti coloro che hanno lavorato per rendere possibile questa grande manifestazione. Ringrazio, inoltre, quegli italiani e tutti coloro che dall'estero hanno sentito la necessità di tornare per ricordarci il nostro dovere civile, quello di vegliare e difendere i diritti sanciti dalla nostra Costituzione.
La nave dei diritti è sbarcata ieri sera. La zattera italiana, invece, naufraga ancora in mezzo al Mediterraneo, confusa tra i flutti schiumosi. Vi stanno aggrappati alle sartìe milioni di italiani, tutt'altro che preoccupati, anzi, apparentemente felici.
Felici perché incoscienti. Ojetti scrisse che l'ignoranza è la palpebra dell'anima: le cali e puoi dormire; le cali e puoi persino sognare.
Ed è proprio una condizione di felice torpore quella in cui ci vogliono spingere, tagliando i fondi all'istruzione pubblica, inondando i media di ottimismo, imbavagliando ed aggredendo l'informazione indipendente.
In questo modo possono raccontare senza timore che l'Italia è un'isola d'oro, che la crisi l'abbiamo superata in autostrada. Evitano di dire, invece, che in questi ultimi due anni abbiamo perso quasi un milione di posti di lavoro, portando la disoccupazione al 9,1%, con prospettive di crescita fino al 9,6% per la fine del 2011.
E come in ogni buon Paese d'oro, serviva un capro espiatorio: prima i clandestini, poi i magistrati, sono diventati bersagli dei media. Così i naufraghi si sono stretti all'albero della zattera ed hanno acclamato prima il pacchetto sicurezza, poi – quasi si sentissero troppo sicuri – hanno chiesto di tagliare le intercettazioni per difendere la loro privacy.
Proprio loro, coi vestiti a brandelli. Loro che, in questa deriva, hanno chiuso entrambe le palpebre e non si sono accorti di essere rimasti nudi. Hanno creduto ingenuamente a ciò che gli è stato raccontato dalle televisioni, felici di stare su una zattera che – senza saperlo – portava la zavorra di uno dei più alti debiti pubblici al mondo. Questi sognatori, non si sono nemmeno resi conto dell'aumento dell'evasione fiscale, assestata a 124,5 miliardi di euro. Un'evasione che è cinque volte quei 24 miliardi di euro di sacrifici che il governo ha deciso di imporre alle nostre buste paga, proprio mentre regala agli evasori un nuovo condono edilizio.
Non c'è dubbio che tra Paese virtuale e Paese reale si sia creato un gap incolmabile. In 1984, di Orwell, il Ministero della Verità riduceva l'espressività della lingua per evitare che qualcuno parlasse. Nel 2010, in Italia, si limita direttamente la percezione per evitare che qualcuno pensi.
La gente che oggi protesta per le vie di Genova non esiste nei media. Gli studenti, i ricercatori, gli operai, gli statali, i cassintegrati e i disoccupati sono fantasmi, cancellati sia dalle chiacchiere dei bar che da quelle del Parlamento.
La fabbrica del consenso funziona. Funziona anche grazie ad un'opposizione senza carattere, senza corpo né voce. Un'opposizione che dovrebbe avere il diritto – ma ancor più il dovere – di rappresentarci in questo momento difficile. La fabbrica del consenso è vincente, ma non deve diventare convincente.
Mentre la ciurma felice continua a galleggiare, dondolata da onde attente che nessuno si lamenti, si va incontro a quello che Eco ha definito uno "struscìo di Stato", una graduale erosione della democrazia che, un passo alla volta, ci porterà ad una dittatura, che nessuno sarà più in grado di riconoscere perché assuefatto.
Qualche giorno prima di morire, José Saramago, autore portoghese e premio Nobel nel 1998, ha aderito allo "Sbarco" affermando: "Stiamo tutti soffrendo quel che succede in Italia col popolo italiano, che in questo modo sta negando la propria storia e la propria cultura. E io cosa c'entro alla fine? Non sono neanche italiano. Ebbene, sì che c'entro. Perché sono una persona a cui interessa tutto ciò!".
Questo è il motivo che ha spinto anche me e tutta la redazione della rivista Aeolo a venire qui. Mai come oggi ci siamo ritrovati nel motto che ci mosse in quell'aprile 2008: "Aeolo nasce per spazzar via la bonaccia che domina nella cultura contemporanea: come i venti soffiano da parti diverse ed anche opposte, noi vogliamo divergere, essere d'accordo, scontrarci, per creare nuovi luoghi d'incontro, nuovi punti di vista, nuovi modi di comunicare".
Ed eccoci qui, a soffiare. Soffiare per agitare queste acque, soffiare per scuotere la zattera e le coscienze, soffiare per strappare quei naufraghi felici dal torpore che li coccola, prima che sia la zattera stessa a trascinarli nell'abisso.
Siamo qui perché l'Italia è il Paese che tocchiamo ogni giorno con mano, è il profumo del pane che ci ha cresciuti, è la rabbia di un padre che perde il lavoro. L'Italia è questo, non quello che ci raccontano, non quello che vogliono farci credere.
Oggi non vogliamo riprenderci Genova. Oggi vogliamo riprenderci la lente del dubbio. Oggi vogliamo che la gente sollevi le palpebre e valuti coi propri occhi la ruvidezza del legno che li trascina a fondo.
Perché il tempo di naufragare è terminato.
Enrico Santus
Aeolo a Genova per "Lo Sbarco della Nave dei Diritti"
Programma della Piazza per la Dignità del Lavoro - Cortile Palazzo Rosso e Cortile Palazzo Tursi, Via Garibaldi, centro storico di Genova:
10.15-10.30 EZJazz, jazz-band (Palazzo Tursi)
10.30 White Carbo, musica (Palazzo Rosso)
11.00 Andrea Buffa & Mancamezzora, il cantautore e la Sua band (Palazzo Tursi)
11.00 Arci Genova Uff. Infanzia e Adolescenza “Ci sono cose che non vendo” (Palazzo Rosso)
11.30 Generazioni di donne, gioco “Ochestoria” (Palazzo Rosso)
11.45 FIOM “Testimonianze di resistenza” (Fincantieri Genova; Innse Milano: Roberto Giudici;
Fiat Pomigliano: Antonio di Luca)
12.00 Antonio Pignatiello and Alter Clan, "Teatro-canzone", con la partecipazione di Federica Baioni (Palazzo Rosso)
12.30 Laboratorio 8 “Effetto Sliding Doors” presentazione (Palazzo Tursi)
12.30 Miguel Anglada, letture e teatro (Palazzo Rosso)
13.00 Ada, Arsenale delle Apparizioni, spettacolo teatrale “M'impiego ma non mi spezzo” (Palazzo Tursi)
13.30 Rivista letteraria Aeolo, reading “Lavora… e prega!”, col contributo musicale di Davide Iacono, Giovanni Gambarotta, Francesca Maggiorelli (Palazzo Rosso)
14.00 Generazioni di donne, gioco “Ochestoria” (Palazzo Rosso)14.15 Paolo Miniussi “Il destino di un coriandolo” cortometraggio (Palazzo Tursi)
15.00 Arci Genova Uff. Infanzia e Adolescenza “Ci sono cose che non vendo” (Palazzo Rosso)
15.00 Concerto dei Musicisti del Teatro Carlo Felice di Genova (Palazzo Tursi)
15.30 Spettacolo teatrale a cura del Teatro dell'Ortica (Palazzo Tursi)
16.00 Generazioni di donne + White Carbo, “Primi giorni di lavoro” letture (Palazzo Rosso)
16.15 Mai Più Disoccupati, “Mantratona” , presentazione e lettura degli articoli 1, 4 e 11 della Costituzione della Repubblica Italiana (Palazzo Tursi)
16.30 Intervento dell'Avv. Dario Rossi dei Giuristi Democratici (Palazzo Rosso)
Sulla piazza, inoltre:
M.U. Storico Genova: postazione di assistenza precariato
Fiom, CGIL.: filmati e postazione
"Il Mondo che vorrei O.N.L.U.S." e "Assemblea 29 Giugno" (mostra fotografica sul disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009, raccolta firme petizione, intervento)
Margherita Guerri, mostra fotografica "Appesi ad un filo" e installazione interattiva "La camera Bianca",
Valerio Nicolosi, mostra fotografica "Volti nomadi".
Con la collaborazione di:
Rita Lavaggi- Comitato di ricevimento Genova,
Luchino Galli - Mai Più Disoccupati,
Giacomo Grappiolo - Amici di Beppe Grillo Genova (M.U. Gruppo Storico),
Laura Paleari e Marcello Sordo,
"Il Mondo che vorrei O.N.L.U.S." e "Assemblea 29 Giugno",
Stefano Pasquinucci - ViareggiOK Portale,
Raffaele Carnevale, fotografo del "Nuovo Corriere della Versilia",
Daniela Malfatti - Il Popolo Viola Viareggio,
SPI-CGIL Genova.
Due quadri rubati nella notte nello stand allestito da AEOLO (il Tirreno :: la Repubblica)
GROSSETO. Altri due quadri sono stati rubati nella notte tra sabato e domenica negli stand della Primavera Maremmana. Si tratta di due opere dipinte da Vascon Sartirani, un artista bergamasco di 28 anni che aveva partecipato all’esposizione nello stand della rivista Aeolo, situato proprio alle spalle della statua di Canapone, in piazza Dante. Facile per i ladri entrare nello stand, nonostante che questo venga chiuso durante la notte. Ad accorgersi del furto è stato Matteo Tarsi, che ieri sera è andato dai carabinieri per sporgere denuncia. «Io sono a Bergamo - dice Sartirani - e sono stato avvertito oggi pomeriggio da Tarsi. Sono due dei tre quadri che avevo concesso per l’esposizione, dopo una collettiva che avevo fatto a Pisa. I quadri rubati sono il “Ritratto di Fritz Schoenberger” e il “Ritratto di Madalena Perez”. Erano in vendita? No, erano lì in esposizione, insieme a un altro quadro, il “Ritratto di sir Jonathan Mc Corney”, che non hanno toccato. Però li vendo a 250 euro ciascuno». Le limitate dimensioni dei dipinti dai toni surreali (40 per 60) hanno facilitato il lavoro dei ladri. Chissà perché non hanno rubato anche il terzo... «Già, non lo so. Comunque potrei anche dirmi lusingato: evidentemente sono stati considerati di un qualche valore», dice l’artista, che fra qualche giorno sarà a Grosseto per recuperare il terzo quadro. Oltre alla denuncia, Sartirani ha messo in campo le strategie della comunicazione globale. Nei vari siti internet che fanno riferimento a lui, ha dato notizia del furto e ha inserito le foto dei quadri: «Così almeno se qualcuno li vede in giro può avvertire me o le forze dell’ordine. A questo punto, sarà difficile farne oggetto di commercio, chi ce li ha li dovrà tenere in casa». La scorsa settimana altri due quadri erano stati rubati, ancora in piazza Dante. Vittime due artisti, uno dell’Isola del Giglio e un altro di Castel del Piano, Ivio Lubrani (un 30x40 con la Torre del Campese con una barca nera) e Marco Verecondi (25x25, Tramonto con i girasoli).
Pierluigi Sposato
http://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2010/06/21/LG3PO_LG301.html?ref=search



